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NATALE 2018

Il Natale è, per antonomasia e tradizione cristiana, la festa della famiglia, non solo ristretta alle persone a noi più vicine, ma allargata all’intera umanità.

Quel bambino che nasce ogni anno, ultimo fra gli ultimi, al freddo e al gelo in una grotta di Betlemme rinnova il miracolo di fermare il tempo della nostra fretta e della nostra distrazione quotidiana, per richiamarci ai valori che dovrebbero guidarci ogni giorno e dare reale significato al dono della vita: bontà e generosità verso il prossimo, comunione con l’altro, solidarietà nella sofferenza, condivisione nella gioia.

In poche parole la riscoperta dell’Amore per l’uomo, quale creatura di Dio.

Si può essere atei o agnostici e rifiutare il rito cristiano, ma non si può negare la grandezza del suo messaggio che, indipendentemente da esso, richiama tutti noi a guardarci dentro e intorno con gli occhi del cuore per rompere il guscio del nostro egoismo, abbattere i muri della solitudine, seminare speranza dove c’è disperazione, consolazione dove c’è dolore, pace dove ci sono conflitti, perdono dove c’è offesa.

Ognuno di noi ci arriva con il suo fardello personale, con un anno in più che avrà allungato di un tratto quel percorso esistenziale che ci è toccato e in cui sempre si sarà ottenuto qualcosa e sempre si sarà perso qualcosa.

A volte il senso della mancanza vince sulla consapevolezza di ciò che abbiamo ricevuto, il dolore di una perdita può sopraffare i ricordi di un Amore vissuto insieme, facendoci dimenticare che le due cose sono inscindibili, perché non c’è gioia senza conoscenza del dolore, non c’è vita senza coscienza del suo termine, non c’è luce senza passaggio dal buio.

Come il giorno si alterna alla notte, in un ciclo continuo che traccia instancabile il significato del tempo, così l’intera condizione umana è delineata dalla capacità di accettarne gli opposti risvolti e come l’uno, precedendo o seguendo l’altra, nella danza delle ore, ci insegna che né il giorno né la notte sono eterni, così dovremmo pensare che nessuna condizione umana, per quanto triste e difficile, è per sempre.

Tornerà speranza dove ora è disperazione, fede dove ora è dubbio, gioia dove è dolore, luce dove è ombra.

Perché Gesù che rinasce ogni anno ci dice che c’è una sola cosa che non muore mai e dovremmo custodire e alimentare nel nostro cuore: l’Amore universale per la vita che ci è stata regalata e per tutti gli esseri viventi che di questo Universo fanno parte e in questo Universo, condividendo la nostra vicenda temporale e terrena, danno significato a questo dono.

Mi auguro e vi auguro, in questo Santo Natale,c he questa certezza di essere Amati e di poter Amare riempia i nostri cuori, perché solo così nulla si perde e tutto ritorna a noi con la cifra dell’Eternità.

Buon Natale.

Eleonora Saia