La scuola è una comunità, che forma e che fa crescere; è il posto dove, prima ancora che imparare nozioni, si impara a vivere insieme; che la scuola sia stata chiusa, dà il livello di emergenza attuale; cari ragazzi e ragazze l’avrete vissuta, sicuramente nei primi giorni, come un’inaspettata vacanza, un periodo di grande libertà. È giusto, fa parte della nostra e, soprattutto, della vostra natura sentire l’allentarsi dei doveri come una cosa positiva; ma noi, che siamo qui ogni giorno, con personale ridotto e pochi docenti per volta, in stanze completamente sanificate e con strisce gialle e nere a delimitare le distanze di sicurezza, stiamo toccando con mano (igienizzata e ripetutamente lavata per almeno 20 secondi con acqua e sapone o gel disinfettante) il colpo che la comunità, la nostra comunità, sta vivendo.

Qualcuno, poco tempo fa, ha definito il Gioacchino “un’oasi felice, dove si percepisce tangibilmente un sentimento di appartenenza e di comunità, dove si raggiungono livelli ottimali nelle competenze sociali e civiche”: perché questa comunità non si perda e non si disperda, in questi giorni abbiamo lavorato per voi, ci siamo impegnati ad attivare una serie di canali che ci permetteranno di tenervi attivi, di riunirci insieme e di lavorare per non essere mai lasciati soli. 

Nell’attesa di poter riprendere i contatti con i vostri docenti, che so comunque già essere impegnati a comunicare, in vario modo con voi tutti, il mio consiglio è leggere la quanto mai attuale storia di Isaac Newton, padre della legge sulla gravità, ma anche esempio di smart working durante un periodo di quarantena resosi necessario quando, nel 1665, in Inghilterra imperversava la “Grande Peste”.  All’epoca l’università di Cambridge, così come è avvenuto da noi, decise di sospendere le lezioni e il ventiduenne Isaac Newton tornò nella casa natale, a Woolsthorpe, un paesino di campagna distante centocinquanta chilometri da Londra. Fu l’iniziò di un anno d’oro per Newton, che dedicandosi esclusivamente allo studio della matematica e della filosofia scoprì il calcolo infinitesimale, altresì detto calcolo sublime, che permise di risolvere problemi che sembravano impossibili, il funzionamento della luce in un prisma, che sperimentò nella sua camera e la notissima legge del moto e della gravitazione universale. Fu proprio così che andarono le cose e quando il pericolo della peste passò e Cambridge riaprì, Newton ricevette, poco dopo, la nomina di professore e, il mondo era diventato migliore.

Allora, dunque, continuate ad impegnarvi con spirito e volontà affinché la vostra crescita culturale possa trovare nutrimento in approfondimenti, letture e studio ai quali vorrete dedicare una parte di questo vostro tempo direi più rilassato, ma al contempo con quel senso civico, che da subito ho  riconosciuto in ognuno di voi e che, in qualità di vostra preside, ho apprezzato e stimato, vogliate tutti osservare le indicazioni ed i criteri di comportamento emanati in questi ultimi giorni e ore per contenere la diffusione del COVID-19 contribuendo, di fatto, al superamento di questa emergenza, che come dice il nostro Presidente Mattarella richiede coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti nell’impegno per sconfiggere il virus. 

Concludo dicendovi che i legami forti non sono necessariamente fisici e non prevedono necessariamente di essere presenti: l’importante non è essere qui con noi, ma esserci ognuno di noi per ognuno di voi. 

Andrà tutto bene, a presto

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Maria Gabriella Greco

 

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